Furti, boom di telecamere

Da “L’Adige” del 17/2/2017\r\n\r\nLe aziende trentine, in particolare alberghi, bar, ristoranti e negozi, continuano a cercare strumenti per aumentare la propria sicurezza, in particolare per quanto riguarda la tutela da possibili incursioni esterne indesiderate (furti, vandalismi e così via).\r\n\r\nLo testimonia l’attività della Provincia nell’autorizzare l’installazione di sistemi di videosorveglianza alle imprese che, motivatamente, ne fanno richiesta. Per quanto riguarda solo i tre anni che vanno dal 2014 al 2016, ecco che le richieste di autorizzazione arrivate alla Provincia, in particolare al Servizio lavoro, sono state quasi 500. E dai negozi sono arrivate oltre 200 domande, pari al 40,5%. Considerando anche bar, ristoranti e alberghi si sale al 63%. Le domande delle imprese alla Provincia sono poi solo uno dei canali che consente all’azienda che abbia dei dipendenti e una rappresentanza sindacale di poter installare delle telecamere.L’altra via è quella dell’accordo sindacale, appunto, che deve però prevedere, come presupposto che ci sia una rappresentanza interna e che si arrivi a un accordo.\r\n\r\nI numeri che arrivano dalla Provincia, dunque, non esauriscono tutti i numeri delle telecamere installate dalle aziende. Gli impianti autorizzati sono dunque di più di quelli che passano per l’iter della Provincia. Tre le motivazioni specificamente previste dalla legge per poter installare la videosorveglianza: la tutela del patrimonio, la sicurezza del lavoro e esigenze organizzative.\r\n\r\nNel 2014, secondo i dati della Provincia, sono state 167 le domande presentate, nel 2015 la cifra è stata identica, mentre nel 2016 si è scesi a 157. La maggior parte delle richieste di installare la videosorveglianza nelle aziende deriva da pubblici esercizi, alberghi e negozi. In particolare, se si guarda ai tre anni che vanno dal 2014 al 2016, ecco il dettaglio delle richieste per le tre categorie di imprese.\r\n\r\nTre anni fa, nel 2014, pubblici esercizi e alberghi hanno presentato 43 domande, mentre dal commercio sono arrivate altre 58 domande per un totale di 101 domande su 167. Nel 2015 si è passati a 28 domande di autorizzazioni delle telecamere da parte di alberghi e pubblici esercizi e a 83 domande da parte dei negozi, per un totale di 111 domande su 167 domande. Nel 2016, infine, 41 le domande da pubblici esercizi e alberghi e 58 da parte dei negozi, per un totale di 99 domande su 157 richieste complessive di autorizzazioni. In totale, nei tre anni, su 491 domande, il 63% pari a 311 richieste è arrivata da pubblici esercizi, alberghi e negozi. A. Con.

Antifurto…..no grazie.

\r\n\r\nProporre l’installazione di impianti “antifurto” è corretto?\r\n\r\nOgni giorno troviamo pubblicità che promuovono le proposte di aziende che operano nel settore della sicurezza o di installatori elettrici. Molto spesso i messaggi che vengono veicolati utilizzano termini non corretti nei confronti dell’utente finale e che potrebbero esporre l’installatore a onerosi contenziosi giudiziari.\r\n\r\nInfatti mi sono spesso chiesto se il termine antifurto spesso utilizzato per descrivere la tipologia di impianto sia corretto in quanto chi installa non può garantire che l’impianto impedisca che il furto venga commesso. Proporre al cliente un sistema anti furto ritengo crei delle false aspettative nei confronti dello stesso. Cosa può succedere se il furto avviene dopo aver installato un impianto che di fatto garantiva il contrario?  Giuridicamente il cliente potrebbe richiedere all’installatore il rimborso del danno subito  se non addirittura presentare una denuncia per truffa.\r\n\r\nI professionisti del settore installano impianti di allarme intrusione. Tali sistemi permettono di rilevare l’intrusione e di segnalarla, ma non possono in alcun modo impedirla. Lo scopo primario di un impianto allarme intrusione è quello di far desistere l’interesse del ladro rispetto al bene protetto costringendolo ad orientarsi verso realtà che non lo sono. Come insegnavano i romani “Mors tua vita mea”.

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